Si
ringrazia per il sostegno:
NONOSTANTE NUMEROSI STORICI PARLANDO DELLE O
RIGINI DI ALBA SIANO DISCORDI CIRCA LA SUA APPARTENENZA ALLA POPOLAZIONE
MARSA O EQUA, LIVIO UNO DEI PIU' ATTENDIBILI LA COLLOCA IN TERRITORIO
EQUO. QUESTO POPOLO FIERO E MILITARMENTE PRESTANTE AVEVA COSTRUITO SULLA
COLLINA DI ALBA UN OPPIDUM CHE DOMINAVA TUTTE LE VALLATE CIRCOSTANTI.UNA
SIMILE BASE STRATEGICA FECE IMMEDIATAMENTE GOLA AI ROMANI CHE, PER POTER
PORTARE AVANTI LA PROPRIA ESPANSIONE NELL'ITALIA CENTRALE, CERCARONO IN
OGNI MODO DI APPROPRIARSENE. DOPO SANGUINOSE BATTAGLIE E L'AFFERMARSI
SEMPRE PIÙ EVIDENTE DELLA POTENZA ROMANA, GLI EQUI FURONO SCONFITTI E
MASSACRATI.COSI' NEL 303 A.C. ALBA FUCENS, SOTTO IL CONSOLATO DI LUCIO
GENUCIO E SERVIO CORNELIO, FU TRASFORMATA IN UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI
COLONIE LATINE. IL FATTO CHE ALBA GIOCASSE UN RUOLO DI PRIMARIA IMPORTANZA
NELLE STRATEGIE MILITARI DELL'ITALIA CENTRALE È CONFERMATO DALLA PRESENZA
DI 6000 COLONI CHE ROMA LE INVIA, COME ATTESTA TITO LIVIO (IX, 43,25)
"SORAM ATQUE ALBAM COLONIAE DEDUCTAE. ALBAM IN AEQUOS SEX MILIA COLONORUM
SCRIPTA". LA PRESENZA DEI COLONI E LA STIMA DI ROMA NEI CONFRONTI
DELL'IMPONENENTE CITTÀ CRERÀ TRA ESSE UN LEGAME FORTISSIMO, CHE PORTERÀ
ALBA FUCENS AD UN RAPPORTO DI FEDELTÀ ASSOLUTA VERSO ROMA. GIÀ, INFATTI,
NEI PRIMI ANNI DEL III SEC. A.C. UNA SPAVENTOISA COALIZIONE(ETRUSCHI,
UMBRI, SANNITI E GALLI)MIRAVA SU ROMA. GLI ALBENSI E LE POPOLAZIONI
LIMITROFE SI ALLEARONO ALLA CAUSA ROMANA FAVORENDO COSÌ L'ARRIVO DELLA
VITTORIA DI SENTINUM (295 A.C.). DURANTE LE GUERRE PUNICHE, ANNIBALE SI
INOLTRÒ CON I SUOI ESERCITI NEL CUORE DELL'ITALIA CENTRALE E GUIDÒ UNA
MARCIA VERSO ROMA MENTRE LE ARMATE CONSOLARI ERANO LONTANE. LA CITTÀ IN
PERICOLO NON POTÈ FARE ALTRO CHE CHIEDERE AIUTO ALLE COLONIE VICINE. FU
PROPRIO IN QUESTO EPISODIO CHE ANCORA UNA VOLTA SI MANIFESTA LA FEDELTÀ DI
ALBA, CHE INVIA 2000 UOMINI A CONTRASTARE L'AVANZATA DI ANNIBALE CHE SI
RITIRA VERSO SUD(211 A.C.). ALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA PUNICA SIFACE
RE DEI NUMIDI,FU CATTURATO E PORTATO IN PRIGIONE AD ALBA (203 A.C.).STESSA
SORTE TOCCÒ A PERSEO DI MACEDONIA (168 A.C.) E A BITUITO RE DEGLI
AVERNI(168 A.C.). QUESTI EPISODI CONFERMANO CHE LA COLONIA IN QUEL TEMPO
VENISSE UTILIZZATA COME SEDE DI PRIGIONIA DEI RE DETRONIZZATI. NEL CORSO
DELLE GUERRE SOCIALI ALBA RIMANE ANCORA FEDELE A ROMA RESISTENDO AI
NUMEROSI ATTACCHI DEI SOCII RIBELLI. AL TERMINE DELLA GUERRA IN
APPLICAZIONE DELLA LEX IULIA MUNICIPALIS DE CIVITATE DANDA, LA CITTÀ COME
IL RESTO D'ITALIA OTTENNE L'ORDINAMENTO MUNICIPALE E LA CITTADINANZA
ROMANA. NEGLI SCONTRI TRA MARIO E SILLA (88/82 A.C.) ALBA SI SCHIERÒ CON
MARIO MENTRE NELLA GUERRA CIVILE TRA POMPEO E CESARE(49/45 A.C.) LE TRUPPE
DI POMPEO STANZIATE NELLA COLONIA PASSARONO DELIBERATAMENTE DALLA PARTE DI
CESARE. avezzanoroscioloparco velino sirentecome è alba fucens oggi
DURANTE L'ETA' IMPERIALE ALBA VIVE UN PERIDO DI GRANDE PROSPERITÀvisite
guidate in tutto l'abruzzocolonia latinaborgo medioevale di fucens alba
ECONOMICA. IN QUEST'EPOCA VENGONO RIMODERNATI E ABBELLITI MONUMENTI
PUBBLICI puoi mangiare e dormire da re durante le sagre e le feste
patronali E PRIVATI MENTRE SORGONO NUOVE STRUTTURE (VISITA I MONUMENTI).
TUTTO QUESTO BENESSERE ERA DOVUTO ANCHE ALL'INCREMENTO ECONOMICO CHE AVEVA
APPORTATO LA BONIFICA DEL LAGO FUCINO. LA CRISI E LA DECADENZA DELLA
COLONIA INIZIANO NEL III SEC. D.C. E SI ACCENTUANO NEL IV SEC. IN SEGUITO
AD ALCUNI EVENTI SISMICI E LE FREQUENTI INVASIONI BARBARICHE CHE
COMPORTARONO, L'ABBANDONO PROGRESSIVO DELLA CITTÀ. IN SEGUITO AL FENOMENO
DELL'INCASTELLAMENTO FEUDALE, NEL IX SEC. TROVIAMO L'ABITATO CONCENTRATO
SULL'ACROPOLI DOVE INTORNO AL CASTELLO SI FORMERÀ IL VILLAGGIO
MEDIOEVALE.(MEDIOEVO)La sede della cooperativa "Alba Fucens" si trova
nella PIAZZA CENTRALE AD ALBA FUCENS, di fianco la chiesa dedicata a S.
Nicola. Qui é allestito un centro informazioni, dove potrete richiedere:
VISITE GUIDATE, ESCURSIONI A CAVALLO O IN MOUNTAIN-BIKE, PERNOTTAMENTI e
tutti i servizi che vi occorreranno per trascorrere UNA PIACEVOLE VACANZA
O UN BEL WEEK-END.Qui troverete inoltre tutto il materiale relativo alla
storia di Alba Fucens e del luogo in generale come libri, souvenir,
prodotti artigianali, mieli, tartufi ecc.. "IN QUESTO SENSO NULLA È VERO
DI QUANTO SI DICE D'AGLAURA, EPPURE SE NE TRAE UN'IMMAGINE SOLIDA E
COMPATTA DI CITTÀ, MENTRE MINOR CONSISTENZA RAGGIUNGONO GLI SPARSI GIUDIZI
CHE SE NE POSSONO TRARRE A VIVERCI. IL RISULTATO È QUESTO: LA CITTÀ CHE
DICONO HA MOLTO DI QUEL CHE CI VUOLE PER ESISTERE, MENTRE LA CITTÀ CHE
ESISTE AL SUO POSTO, ESISTE MENO." (ITALO CALVINO) RACCOGLIERE GIUDIZI O
VOCI SPARSE PER CONCRETIZZARE UN PAESE CHE ESISTE DAVVERO PER TUTTI I SUOI
ABITANTI, PER I SUOI VISITATORI E PER CHI NE VOGLIA PARLARE. UN PAESE
CAPACE DI DARE UN'IMMAGINE SOLIDA E POSITIVA DI SE STESSO ATTRAVERSO I
RACCONTI DEI SUOI STESSI ABITANTI E IN PARTICOLAR MODO DEI GIOVANI. E'
NATA CON QUESTO OBIETTIVO LA NUOVA COOPERATIVA "ALBA FUCENS",
DALL'INIZIATIVA DI UN GRUPPO DI GIOVANI, CHE, LEGATI AL PROPRIO CONTESTO
TERRITORIALE E STORICO CULTURALE, SI SONO POSTI L'OBBIETTIVO DI RECUPERARE
E VALORIZZARE IL RICCO PATRIMONIO AMBIENTALE E ARCHEOLOGICO LOCALE,
ATTRAVERSO UN PROCESSO CHE RENDE PROTAGONISTI GLI STESSI ABITANTI DEL
PAESE. UN PATRIMONIO, QUELLO DI ALBA FUCENS E DEI DINTORNI, DI PER SE
CAPACE DI ESSERE PORTATORE DI UNO SVILUPPO CONCRETO E SOSTENIBILE A TUTTI
I LIVELLI, NECESSITANTE SOLO DI FAR PARTE DI UN SISTEMA DI GESTIONE IN
GRADO DI SCAMBIARE E DI INTERAGIRE CON DIVERSE FORZE, SIA ESTERNE CHE
INTERNE, ATTRAVERSO AZIONI PLURIDISCIPLINARI LEGATE ALLE PECULIARITÀ
LOCALI.ED È PROPRIO IN QUEST'OTTICA CHE LA NEONATA COOPERATIVA INTENDE
LAVORARE E STÀ LAVORANDO, COSTRUENDO DEI PERCORSI DI SVILUPPO TURISTICO,
SOCIO-ECONOMICI E CULTURALI, CON LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DELLA
POPOLAZIONE LOCALE, POICHÈ RITIENE CHE LA VOLORIZZAZIONE DI UN LUOGO PARTE
SOPRATTUTTO DALLA VALORIZZAZIONE DELLA RISORSA UMANA CHE RENDE UNICA OGNI
PICCOLA REALTÀ LOCALE. TALE OBIETTIVO VIENE PORTATO AVANTI D'INTESA CON I
SOGGETTI ISTITUZIONALI, ECONOMICI E SOCIALI PRESENTI SUL TERRITORIO, AL
FINE DI ARRIVARE AD UNA PROGRAMMAZIONE COMUNE CAPACE DI METTERE A SISTEMA
LE RISORSE UMANE PRESENTI, ANCHE SE AL MOMENTO SOLO IN POTENZA, ED
OPERANTI LOCALMENTE. IN TAL SENSO LA COOPERATIVA STÀ LAVORANDO PER
COSTRUIRE UN CALENDARIO ANNUALE DI ATTIVITÀ, IN COLLABORAZIONE CON LE
DIVERSE FORZE ISTITUZIONALI, IN GRADO DI RICOSTRUIRE UN VOLTO NUOVO A TALI
LUOGHI, CARATTERIZZATO SÌ DALLE TRADIZIONI E DALLE RICCHEZZE AMBIENTALI,
MA ANCHE IN GRADO DI CAPTARE QUELLE CHE SONO LE POTENZIALITÀ DEI GIOVANI E
DI POSSIBILI NUOVE IDEE PER LA CREAZIONE DI UN FUTURO FONDATO SULLE
TRADIZIONI E SULLE PECULIARITÀ LOCALI, MA CAPACE ANCHE DI APRIRSI ALL'
EUROPA E ALLE NUOVE FORME DI SVILUPPO. LA COOPERATIVA COME DESCRITTO NEL
SUO STATUTO, OPERERÀ IN DIVERSI SETTORI E ATTRAVERSO DIVERSE AZIONI: 1.
RECUPERO E MANUTENZIONE ORDINARIA; 2. INTERVENTO DI RECUPERO STRAORDINARI;
3. PROMOZIONI DI EVENTI, MANIFESTAZIONI, MOSTRE E PERCORSI
TURISTICI-CULTURALI-FORMATIVI; 4. PROMOZIONE, ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI
"LABORATORI" CULTURALI, ARTISTICI, EDUCATIVI ED ARTIGIANALI D'INTESA CON
IL SISTEMA SCOLASTICO ED UNIVERSITARIO. 5. PROMOZIONE, ORGANIZZAZIONE E
GESTIONE DI MUSEI, MEDIATECHE, PERCORSI MULTIMEDIALI ED EVENTI SUL
WORLDWIDEWEB; 6. RISCOPERTA E VALORIZZAZIONE DI TRADIZIONI RELIGIOSE,
ARTIGIANE, CULINARIE E PIÙ IN GENERALE DEL VISSUTO LOCALE. IL GRUPPO DEI
SOCI FONDATORI DELLA COOPERATIVA RAPPRESENTERÀ UN FULCRO POLIEDRICO DI
RIFERIMENTO SIA PER GLI ABITANTI CHE PER L'AMMINISTRAZIONE, CAPACE DI
ESPRIMERE DIFFERENTI PROFESSIONALITÀ ED ATTITUDINI, CHE PERMETTERÀ LA
REALIZZAZIONE DELLE DIFFERENTI INIZIATIVE, CHE NEL CORSO DELL'ANNO
TROVERANNO IN TALI LUOGHI LA LORO CONCRETIZZAZIONE. PER AZIONI SPECIFICHE
LA COOPERATIVA SI AVVALE DI FIGURE PROFESSIONALI, SPECIALIZZATE, CHE DANNO
LA CONSULENZA NECESSARIA ALLA COOPERATIVA NEL SUO OPERARE. L'OBIETTIVO DA
RAGGIUNGERE NON RAPPRESENTA SOLO UN IDEALE PER LA COOPERATIVA , QUANTO UN
IMPEGNO SERIO E RESPONSABILE PER L'INTERA COLLETTIVITÀ AL FINE DI
PROMUOVERE UNO SVILUPPO ECONOMICO ED OCCUPAZIONALE DELLA REALTÀ LOCALE.
NEL MEDIO TERMINE CI SI PREFIGGE DI CREARE, IN ALBA FUCENS, UN LUOGO
CAPACE DI STIMOLARE NUOVE IDEE E PRODURRE UN INDOTTO OCCUPAZIONALE IN
CAMPI NUOVI E GIOVANI, INTERAGENDO TRA AMBIENTE CULTURA, COMUNICAZIONE E
SOCIALE. UNA CITTADELLA LUOGO DI CONFRONTO E DI SCOPERTA, DOVE LE IDEE
POSSONO ESSERE VERIFICATE E CONCRETIZZATE, UN LUOGO GIOVANE NON SOLO PER I
GIOVANI. la decadenza di alba come colonia latina coincide con la
decadenza dell'impero romano.tra le varie cause ci furono naturalmente le
invasioni barbariche , il collasso dell'amministrazione romana e la
provincializzazione dell'esercito ma anche la mancanza di manutenzione,
con conseguente riallagamento delle terre emerse dalla bonifica del fucino
da parte di claudio , nonche' l'impossibilita' di ricostruire gli edifici
crollati a causa dei sismi. inizia cosi' il periodo degli spostamenti
della gente del paese verso posti piu' nascosti e lontani dalla viabilita'
principale, che aveva determinato la grandezza di roma e che ora invece
favoriva i barbari a raggiungere i grandi centri strategici come alba.
questo momento defini', insieme al calo demografico del vi sec. d.c.,
l'abbandono della zona centrale di alba, che si fa completo nel xi sec.
con l'arrivo dei saraceni, ed il costruirsi del borgo medievale
sull'altura principale del colle s. nicola, dove venne costruito il
castello. con l'arrivo dei longobardi questa zona venne annessa al
gastaldato di spoleto (a tagliacozzo in un palazzo sono ancora visibile
gli stemmi). fu con ludovico ii che passo' a contea, sotto i conti dei
marsi con berardo i, detto il francisco. nel 1173 diviene conte di albe
rugerio.successivamente il borgo venne distrutto da carlo d'angio' durante
la battaglia contro corradino di svevia che si svolse nei piani palentini
, cioe' sulle pendici ad ovest della collina . dopo questo evento alba
comincio' effettivamente a perdere importanza come centro della marsica e
i suoi territori vengono contesi tra le grandi famiglie dei colonna e
degli orsini.infatti, dalla contessa di gravina , giovanna durazzo , che
era in possesso della contea (1372) , passo agli orsini che fecero
ricostruire molti dei ruderi danneggiati. successivamente la contea fu
consegnata dalla regina giovanna ii al fratello del papa martino v,
lorenzo colonna (1428). otto anni dopo i territori passarono a giacomo
caldora, per tornare ulteriormente ai colonna ai quali, pero', si
sostituirono nuovamente gli orsini con giovanni antonio nel 1441. durante
quest'epoca gli orsini spostarono i centri d'interesse della marsica da
albe a tagliacozzo e celano, arrichendo quest'ultimi sia economicamente
che culturalmente, trascurando sempre di piu' alba, la quale soffocata da
queste due nuove realta' non partecipera' mai a quel risorgere che ha
interessato diversi centri nel rinascimento. con l'istaurarsi del regno
borbonico, vengono a spostarsi gli assi mercantili di terra delle vie
della lana, impoverendo non solo albe , ma tutta la fascia centrale che
rimane al difuori di questo commercio, con il sorgere del fenomeno del
brigantaggio che rimane fino all'inizio dei primi decenni del xx sec.. la
fine del borgo medievale fu determinata dal terremoto del 1915, che
sorprese nella mattina del 13 gemnnaio gli abitanti facendo molte vittime
e riducendo il paese a un ammasso di macerie. oggi il borgo e' ancora un
cumolo di ruderi, anche se alcuni edifici come la chiesa di s. nicola ed
il castello degli orsini si distinguono particolarmente bene , tuttavia ,
ultimamente, una piccola parte di esso e' stata restaurata. dopo la
catastrofe dell 1915 furono erette nella zona aia di s. maria(sotto le
pendici del colle s.pietro), delle baracche di legno per i terremotati.
dopo pochi anni il genio civile costruì, con i contributi statali, delle
dimore stabili asismiche all'interno della cinta muraria romana, formando
una sorta di ferro di cavallo intorno al "piano di civita". essendo
rimasto l'abitato sprovvisto di edifici pubblici, vennero fatti dei
progetti per la nuova chiesa parrocchiale. il primo risalente al 1921,
dall' ing. bultrini, il quale prevedeva un edificio provvisto di tre
navate anzichè una, e senza il riutilizzo degli elementi recuperati dalle
macerie del terremoto, tra cui il rosone e venne quindi bocciato. in
seguito, 1935, venne presentato un nuovo progetto, firmato dal geometra
colabianchi ed dall'ing amorosi, che seguendo le indicazione della
soprintendenza e le nuove norme costruttive antisismiche, realizzarono la
chiesa in una navata unica, prospetto frontale simile a quella
distrutta(romanico aquilano), con inserito il rosone ed il portale
originario della vecchia chiesa di s. nicola. durante la seconda guerra
mondiale alba si rivelò, come del resto in tutta la sua storia, un punto
strategico. nel 1943 il maresciallo kesserling pone il comando a massa
d'albe (l'attuale comune di alba), per dirigere la resistenza di cassino e
la battaglia di anzio. la sede del comando era posta proprio di rimpetto
la collina di alba fucens ,dove sulla terrazza nord (non a caso, viste le
sue funzioni militari in epoche passate) fu appostata la contraerea .
finita la guerra, con la vittoria degli alleati, venne abrogata la legge ,
conferita da mussolini, che impediva l'emigrazione ed il paese cominciò a
spopolarsi. nel 1949, una missione archeologica belga cominciò una
campagna di scavo portata avanti per circa vent'anni. furono riportate
alla luce, il piano di civita, dove erano concentrati gli edifici pubblici
della città romana e l'anfiteatro. questa che doveva essere una ricchezza
per la gente del posto, si rivelò una delusione. finirono i fondi per
portare avanti gli scavi, e i vincoli archeologici e montani impedirono di
costruire. di conseguenza le nueve famiglie che si formavano, preferirono
andare ad abitare nei paesi vicini o a costruire nella zona più bassa
chiamata arci. il 1957 vide il restauro della chiesa romanica di s.
pietro. i lavori eseguiti dalla soprintendenza furono diretti dall'ing. de
logu. oggi albe, riemergendo dalle nebbie del passato, graziosa ed
invitante accoglie circa 40.000 visitatori l'anno, lasciando ad ognuno
un'emozione indimenticabile. le tradizioni albensi sono moltissime e per
la maggior parte legate all' aspetto religioso. la più famosa è "la festa
delle reliquie": questa si divide in grandi e piccole reliquie. piccole
reliquie il giorno delle piccole reliquie si festeggia a s. stefano (26
dicembre). durante la giornata si estraggono i nomi dei festaroli che
porteranno avanti la festa delle grandi reliquie il giorno di pasquetta.
questo avviene dopo il rito della s. messa, che è propiziatorio alla
scelta casuale delle persone, nonchè alla buona riuscita della futura
festa. la giornata viene prolungata con una mostra di presepi realizzati
dai bambini e la premiazione dei medesimi. segue nella serata la sagra
della "zuppa di castagne e funghi porcini". grandi reliquie il giorno di
"lunedì in albis", si svolge la festa delle reliquie, detta delle grandi
reliquie. la festa si apre con i tradizionali spari, la deposizione della
corona ai caduti, e la s. messa. si inizia da una processione con tutti i
santi, venerati nel posto, in spalla che partendo dalla chiesa
parrocchiale di s. nicola, attraversando una antica strada romana, arriva
alla chiesa di s. pietro dove viene celebrata la funzione. dopo l'omelia,
viene fatta la benedizione delle reliquie. queste reliquie furono donate
alla città di alba dalla regina giovanna prima di napoli, la quale
trovandosi di passaggio in questo posto, rimase talmente affascinata che
penso' di lasciare un suo ricordo, donando appunto le reliquie ed altri
oggetti di valore. l'elenco ritrovato comprendeva 61 pezzi tra cui vi era:
un trittico bizantino in argento raffigurante gesu' in braccio alla
madonna, la cui aureola era adornata da pietre preziose; una croce
argentea ,detta dei quattro evangelisti; un altro trittico della madonna
con i santi intorno, in avorio, racchiuso in una pergamena; una cassettina
quadrata scolpita in legno , raffigurante sirene, aquile e centauri; un
pezzo della ss. croce ; un dito di s. sebastiano; alcune pietre che
lapidarono s. stefano; un cerchio d'oro detto di s. luigi ix; alcune
reliquie su piastre d'oro; un dipinto della madonna,assai miracoloso e
molte altre reliquie. dopo il terremoto del 1915 i reliquiari piu'
preziosi sono stati portati a palazzo venezia in roma ed oggi alcuni di
essi si trovano nel castello di celano.nonostante cio' ad alba rimangono
ancora una trentina di reliquie "minori". dopo l'abbuffata del pranzo la
festa continua.nel pomeriggio vengono svolti giochi popolari in piazza,
musiche e danze. chiudono la festa, i fuochi pirotecnici. l'epifania il
sei gennaio, viene festeggiata l'epifania . la festa, naturalmente, e
dedicata quasi esclusivamente ai bambini, i quali passeranno un pomeriggio
dedicato ai giochi natalizi come la tombola, il settemmezzo, ecc... ma non
dimentichiamoci del gioco proposto dalla befana in persona. s. antonio
abate il 17 gennaio viene festeggiato uno dei santi più popolari del
luogo: s. antonio abate. albe nel suo enorme patrimonio artistico ha
conservato una antica statuetta in legno, di inestimabile valore, che
apparteneva alla chiesetta di s. antonio, distrutta dal terremoto del
1915. questa statua da secoli, ogni anno, viene assegnata ad una delle
famiglie del luogo.questo evento avviene appunto nel giorno di s.antonio
ed il festarolo, la persona cioè che riceve la statua, offrirà libagioni,
in onore del santo, a tutto il paese. la festa delle zitelle e' abbinata
ai festaggiamenti della madonna addolorata che ricorrono il 10 ottobre.
ancora una volta la festa e' legata ad un pezzo d'arte di inestimabile
valore, il quadro della madonna addolorata. e' detta la festa delle
zitelle perchè il quadro può essere ospitato soltanto da persone non
sposate. il quadro viene portato in processione fino alla chiesa, dove la
vecchia festarola (che ha l'obbligo di organizzare un pranzo per dare
l'ultimo saluto alla madonna,invitando naturalmente anche la nuova
festarola)lo consegnerà alla nuova prescelta , la quale si porterà il
quadro a casa.tutta la gente che si recherà alla casa ospitante il quadro
dovrà cantare con la festeggiata le litanie in onore della madonna.dopo
aver onorato degnamente la santa vergine ci sarà un rinfresco offerto
dalla padrona di casa. la panetta di s. nicola il sei dicembre viene
festeggiato il patrono del paese. la distribuzione del pane da parte del
sacerdote agli abitanti risale ai tempi medievali, quando c'era l'abbazia
di s. nicola, che raccoglieva le offerte e le donazioni dei credenti.
l'abate ringraziava i fedeli donando il pane benedetto il giorno del
santo, dopo la s. messa.feste laiche durante l'estate alba, come tutti i
piccoli borghi abruzzesi, si ripopola e si riempie di turisti. per loro e
per chiunque voglia divertirsi e svagarsi un po' ,enti locali e la
suddetta cooperativa organizzano: giornate sportive,spettacoli culturali
nell'anfiteatro,spettacoli locali in piazza, sagre e manifestazioni varie.
clicca per avere notizie del calendario di quest'anno tradizioni e arte
tradizioni e arte alba fucense o albe perchè visite guidate in tutto
l'abruzzo.collaborare con l'archeologia in campo dello scavo archeologico.
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