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Tagliacozzo fiorente cittadina marsicana, ebbe il titolo di città nel 1457 con decreto di Alfonzo re di Napoli.
L'estrema vicinanza con Roma la rende luogo di permanenza per molti turisti laziali. Appartenente, comunque, alla provincia di L'Aquila è posizionata geograficamente a 42,12 gradi di latitudine e 13,14° di longitudine Est da Greenwich, tale posizione fu calcolata anche, nel 1639, dal tagliacozzese e matematico Andrea Argoli.
Ubicata sulla sponda sinistra del fiume Imele resta adagiata tra i monti Arunzo e quello della Civita, raggiungendo così l'altitudine di 755 m..
Nonostante le incertezze iniziali che facevano risalire il toponimo Tagliacozzo come il composto delle parole Taglia-Goti, per la presenza di un insediamento nel V secolo dei Goti, o come thaliae-otium per via del soggiorno da parte della musa Talia, oggi l'etimologia del nome della città è ipotizzata come Tallia-cottium, cioè taglio di pietre poichè Tagliacozzo è posta tra lo spaccato di due monti.
Malgrado le origini della città siano datate all'incirca nel V sec. d. C. il comprensorio dell'attuale abitato ha origini molto più antiche, giacchè si ipotizza che durante le guerre Sannitiche e l'espansione dei romana nell'Italia centrale, con la sconfitta degli Equi , le pendici del monte Arunzo vennero popolate dai profughi carseolani.Tale ipotesi,alquanto incerta, non intacca il periodo storico delle domus ritrovate a Tagliacozzo proprio del Iv sec. a. C. che invece confermano la vita intorno al centro urbano.Un'altro importante elmento del periodo romano è la presenza della Via Valeria che rendeva senz'altro il luogo più interessante grazie alle comunicazioni con altri centri più sviluppati.
Agli albori del cristianesimo persino S. Pietro durante il viaggio verso il Fucino, per accompagnare i cristiani destinati alla naumachia organizzata dall'imperatore, sostò presso la piana del Cavaliere a Cassioli dove avenne la conversione degli abitanti che eressero una chiesa a S.Cecilia. La chiesa e l'omonimo abitato erano posti nei pressi del castello della Civita.
Dopo la caduta dell'impero l'area tagliacozzese era nota semplicemente per una chiesa-monastero, dedicata al Santo Cosma, che serviva da rifugio per i viandanti che transitavano sulla via Valeria.
Durante le dominazioni barbariche numerosi tumulti e scompigli fecero si che le popolazioni limitrofe alla nostra città si convogliassero intorno al monastero o nei pressi del paese di S. Cecilia, ottenendo così un notevole incremento della popolazione.C'è , inoltre, un notevole riscontro di opere di questo periodo, specialmente di arte bizzantina e per la prima volta sotto i Franchi, quando nel 937 il Conte dei Marsi Berardo fece strage degli Ungari, gli abitanti che vivevano nei pressi dei monti della Civitella e che contribuirono alla vittoria, avvenuta in Carsoli, furono chiamati Tagliacozzani: "populus qui sunt Taleacotii,arma sumpisse, Hungarorumque turnas confodisse" (Platina).
L'epoca in cui Tagliacozzo prende posto nella storia è, però,sotto la dominazione Normanna dove con Ruggero di Comino, parente dei Conti dei Marsi, e con i De Pontibus si iniziò la serie dei Signori di Tagliacozzo.
Sotto i De Pontibus si disputò la famosa " Battaglia di Tagliacozzo " , avvenuta nel 1268 tra Carlo D'Angio e Corradino di Svevia presso i piani Palentini e citata da Dante nella " Divina Commedia ".
E' proprio grazie a questo scontro, ed alla distruzione di centri quali Alba Fucens, che Tagliacozzo acquista maggior prestigio nella Marsica.
A seguito gli Orsini furono i terzi Signori di Tagliacozzo sotto i quali la città raggiunse grande fama, eleganza e potenza.
Alla fine del Xv secolo salirono al potere i Colonna. I nuovi signori da conti diventarono duchi e trasformarono le due contee di Albe e di Tagliacozzo in un unico Ducato estesissimo, che aveva come capitale Tagliacozzo.
La decadenza della città si ebbe subito dopo la rivoluzione francese, ben acclamata dai tagliacozzani. Al rientro a Napoli i Borboni, vedendo l'atteggiamento ostile dei Tagliacozzani, li privarono di tutti i privileggi allora goduti, e trasportarono ad Avezzano tutti gli uffici, compresa la sotto-prefettura ed il tribunale.
Mentre la Marsica subiva, nel 1915, il terribile cataclisma del terremoto, Tagliacozzo rimase illesa.Proprio per questa motivazione oggi visitare Tagliacozzo vuol dire soprattutto guardare il volto intatto della Marsica dal medioevo ad ora.
Tra gli edifici da visitare vi ricordiamo:
la chiesa di S. Cosma, la chiesa di S. Francesco, la chiesa del Soccorso, la chiesa di S. Egidio, la chiesa S. Nicola, la chiesa di S. Pietro, la chiesa S. Antonio abate, la chiesa dell'Annunziata, la chiesa del Calvario, la chiesa dello Sponsalizio, la chiesa di S. Maria dell'Oriente, La Madonna della Stella, il Palazzo Ducale, il monastero dei Benedettini, e il teatro Talia.