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SAN BENEDETTO
DEI MARSI
San Benedetto dei Marsi, a 678 m. s.l.m., è il comune più pianeggiante della Marsica. Situato sulle rive dell'antico lago è, dopo Avezzano il comune più abitato (15 abitanti per Kmq).
Sorta sul luogo della città di "Marruvium" era divenuta sede vescovile già al tempo di Carlo 11 d'Angiò; la cattedrale di Santa Sabina possedeva tutti i territori compresi tra Pescina e il Fucino. In seguito Pescina tolse il primato a San Benedetto e la cattedrale di Santa Sabina, nel 1580 venne sostituita da quella di Santa Maria delle Grazie, in Pescina. Dopo un lungo periodo di decadenza, nel `70o cominciò a riacquistare importanza, ma il vero sviluppo è abbastanza recente: coincide con il prosciugamento del Fucino.
Subì ingenti danni nel terremoto del 1915; dopo la seconda guerra mondiale si liberò dalla tutela di Pescina e divenne comune autonomo.
La cattedrale di Santa Sabina, di cui rimane in piedi solo la facciata inferiore con un bel portale e relativo frontespizio, con arco a tutto sesto, colonnine e decorazioni è il monumento più importante di San Benedetto dei Marsi. Fu costruita intorno al sec. VI su rovine romane, la chiesa è citata da Stefano il nel 1057 e in una bolla di Pasquale il nel 1 1 14. La chiesa, dotata di grandi beni dai Conti dei marsi. presentava un impianto trinavato con pilastri e colonne sormontate da capitelli marmorei e da matronei. La distruzione di Marruvium nel 1361, avviò il degrado e l'abbandono dell'edificio al punto che, nel 1580, Gregorio XIII trasferì la cattedra in Santa Maria delle Grazie in Pescina.
Vi sono poi i "morroni", vestigia dell'età romana e i ruderi di un anfiteatro. Tra le altre emergenze turistiche i resti di due mausolei detti "Macroni" forse in omaggio al condottiero marso Macrone morto durante la guerra sociale, i resti dell'anfiteatro, le mura di cinta, gli avanzi del teatro, alcune statue di marmo a grandezza naturale raffiguranti l'imperatore Claudio e la moglie Agrippina e due altri imperatori: Traiano ed Adriano, si trovano nella reggia di Caserta e al museo Nazionale di Napoli.
(dalla "GUIDA TURISTICA DELLA PROVINCIA DI L'AQUILA").