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AIELLI

Aielli a 1030 m.s.l.m. è posto su una rupe di roccia calcarea in po­sizione dominante sulle pendici del monte Sirente. Il nome deriva dal latino "Agellum", "Ajellum", campo. Probabilmente si costituì come centro abitato verso il XIV secolo, facendo sempre parte della contea di Celano fino al 1806. È uno degli antichi castelli marsi distrutti dalla guerra sociale in se­guito riedificati. Dopo la metà del secolo XIV fu accresciuto da 10 casali, i cui abitanti, non vivendo sicuri, si riunirono intorno alla tor­re costruita nel 1355 dal conte Ruggero di Celano, come mostra l'iscrizione che in caratteri gotici si può ancora leggere. Saccheggiato in epoca remota e distrutto nel terremoto del `15, resta da ammirare la torre medioevale e le rovine del castello dei conti di Celano che dominano sul­la vetta del monte con la cinta fortificata entro cui, più tardi, sorsero le abitazioni dei pastori. Tra le emergenze turistiche ricordiamo: la chiesa della SS. Trinità che, restaurata, ha perduto ogni traccia antica; il frontale quattrocentesco venne eseguito quando Aielli divenne feudo dei Piccolomini ed era costituito da un solo portale con la data 1479, da uno stemma crociato con cinque lune e una nestra a ruota nascosta dietro alla cantoria dell'organo. L'ingresso - simile ai portali minori di S. Maria di Collemaggio, ma risente anche di elementi estranei; la torre me­dioevale, costruita probabilmente nel 1355 è circolare all'esterno. ottagonale all'interno, con metri 9,20 di diametro; manca la parte supe-riore forse crollata a causa del terremoto del 1915; è stata ricostruita in epoca recente. Si compone di tre piani, la sala terrena ottagonale, con pavimento incassato nella roccia, è coperta da una massiccia cupola in pietrame. Le sale superiori, anch'esse a pianta ottagonale e solaio in legno poggiante sulle riseghe dei muri, comunicavano tra loro per mezzo di scalette di legno e con l'esterno per mezzo di un ponticello levatoio posto tra la torre e un'ala del recinto. La prima aveva un'altezza di m. 4,70, la seconda di m. 2,50: servivano per spiare le mosse del nemico mediante finestrelle volte in tutte le direzioni. Tali finestrelle. munite di inferriate esterne, si conservano in tutti i piani tranne che all'ultimo, di cui rimangono solo pochi tratti di muraglia. Resta da vedere la chiesa di S. Rocco e la Porta del Borgo.

(dalla "GUIDA TURISTICA DELLA PROVINCIA DI L'AQUILA").