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                                                                                                                                                Si ringrazia per il sostegno:

                                                                                                      fondazione Carispaq






NONOSTANTE NUMEROSI STORICI PARLANDO DELLE O RIGINI DI ALBA SIANO DISCORDI CIRCA LA SUA APPARTENENZA ALLA POPOLAZIONE MARSA O EQUA, LIVIO UNO DEI PIU' ATTENDIBILI LA COLLOCA IN TERRITORIO EQUO. QUESTO POPOLO FIERO E MILITARMENTE PRESTANTE AVEVA COSTRUITO SULLA COLLINA DI ALBA UN OPPIDUM CHE DOMINAVA TUTTE LE VALLATE CIRCOSTANTI.UNA SIMILE BASE STRATEGICA FECE IMMEDIATAMENTE GOLA AI ROMANI CHE, PER POTER PORTARE AVANTI LA PROPRIA ESPANSIONE NELL'ITALIA CENTRALE, CERCARONO IN OGNI MODO DI APPROPRIARSENE. DOPO SANGUINOSE BATTAGLIE E L'AFFERMARSI SEMPRE PIÙ EVIDENTE DELLA POTENZA ROMANA, GLI EQUI FURONO SCONFITTI E MASSACRATI.COSI' NEL 303 A.C. ALBA FUCENS, SOTTO IL CONSOLATO DI LUCIO GENUCIO E SERVIO CORNELIO, FU TRASFORMATA IN UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI COLONIE LATINE. IL FATTO CHE ALBA GIOCASSE UN RUOLO DI PRIMARIA IMPORTANZA NELLE STRATEGIE MILITARI DELL'ITALIA CENTRALE È CONFERMATO DALLA PRESENZA DI 6000 COLONI CHE ROMA LE INVIA, COME ATTESTA TITO LIVIO (IX, 43,25) "SORAM ATQUE ALBAM COLONIAE DEDUCTAE. ALBAM IN AEQUOS SEX MILIA COLONORUM SCRIPTA". LA PRESENZA DEI COLONI E LA STIMA DI ROMA NEI CONFRONTI DELL'IMPONENENTE CITTÀ CRERÀ TRA ESSE UN LEGAME FORTISSIMO, CHE PORTERÀ ALBA FUCENS AD UN RAPPORTO DI FEDELTÀ ASSOLUTA VERSO ROMA. GIÀ, INFATTI, NEI PRIMI ANNI DEL III SEC. A.C. UNA SPAVENTOISA COALIZIONE(ETRUSCHI, UMBRI, SANNITI E GALLI)MIRAVA SU ROMA. GLI ALBENSI E LE POPOLAZIONI LIMITROFE SI ALLEARONO ALLA CAUSA ROMANA FAVORENDO COSÌ L'ARRIVO DELLA VITTORIA DI SENTINUM (295 A.C.). DURANTE LE GUERRE PUNICHE, ANNIBALE SI INOLTRÒ CON I SUOI ESERCITI NEL CUORE DELL'ITALIA CENTRALE E GUIDÒ UNA MARCIA VERSO ROMA MENTRE LE ARMATE CONSOLARI ERANO LONTANE. LA CITTÀ IN PERICOLO NON POTÈ FARE ALTRO CHE CHIEDERE AIUTO ALLE COLONIE VICINE. FU PROPRIO IN QUESTO EPISODIO CHE ANCORA UNA VOLTA SI MANIFESTA LA FEDELTÀ DI ALBA, CHE INVIA 2000 UOMINI A CONTRASTARE L'AVANZATA DI ANNIBALE CHE SI RITIRA VERSO SUD(211 A.C.). ALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA PUNICA SIFACE RE DEI NUMIDI,FU CATTURATO E PORTATO IN PRIGIONE AD ALBA (203 A.C.).STESSA SORTE TOCCÒ A PERSEO DI MACEDONIA (168 A.C.) E A BITUITO RE DEGLI AVERNI(168 A.C.). QUESTI EPISODI CONFERMANO CHE LA COLONIA IN QUEL TEMPO VENISSE UTILIZZATA COME SEDE DI PRIGIONIA DEI RE DETRONIZZATI. NEL CORSO DELLE GUERRE SOCIALI ALBA RIMANE ANCORA FEDELE A ROMA RESISTENDO AI NUMEROSI ATTACCHI DEI SOCII RIBELLI. AL TERMINE DELLA GUERRA IN APPLICAZIONE DELLA LEX IULIA MUNICIPALIS DE CIVITATE DANDA, LA CITTÀ COME IL RESTO D'ITALIA OTTENNE L'ORDINAMENTO MUNICIPALE E LA CITTADINANZA ROMANA. NEGLI SCONTRI TRA MARIO E SILLA (88/82 A.C.) ALBA SI SCHIERÒ CON MARIO MENTRE NELLA GUERRA CIVILE TRA POMPEO E CESARE(49/45 A.C.) LE TRUPPE DI POMPEO STANZIATE NELLA COLONIA PASSARONO DELIBERATAMENTE DALLA PARTE DI CESARE. avezzanoroscioloparco velino sirentecome è alba fucens oggi DURANTE L'ETA' IMPERIALE ALBA VIVE UN PERIDO DI GRANDE PROSPERITÀvisite guidate in tutto l'abruzzocolonia latinaborgo medioevale di fucens alba ECONOMICA. IN QUEST'EPOCA VENGONO RIMODERNATI E ABBELLITI MONUMENTI PUBBLICI puoi mangiare e dormire da re durante le sagre e le feste patronali E PRIVATI MENTRE SORGONO NUOVE STRUTTURE (VISITA I MONUMENTI). TUTTO QUESTO BENESSERE ERA DOVUTO ANCHE ALL'INCREMENTO ECONOMICO CHE AVEVA APPORTATO LA BONIFICA DEL LAGO FUCINO. LA CRISI E LA DECADENZA DELLA COLONIA INIZIANO NEL III SEC. D.C. E SI ACCENTUANO NEL IV SEC. IN SEGUITO AD ALCUNI EVENTI SISMICI E LE FREQUENTI INVASIONI BARBARICHE CHE COMPORTARONO, L'ABBANDONO PROGRESSIVO DELLA CITTÀ. IN SEGUITO AL FENOMENO DELL'INCASTELLAMENTO FEUDALE, NEL IX SEC. TROVIAMO L'ABITATO CONCENTRATO SULL'ACROPOLI DOVE INTORNO AL CASTELLO SI FORMERÀ IL VILLAGGIO MEDIOEVALE.(MEDIOEVO)La sede della cooperativa "Alba Fucens" si trova nella PIAZZA CENTRALE AD ALBA FUCENS, di fianco la chiesa dedicata a S. Nicola. Qui é allestito un centro informazioni, dove potrete richiedere: VISITE GUIDATE, ESCURSIONI A CAVALLO O IN MOUNTAIN-BIKE, PERNOTTAMENTI e tutti i servizi che vi occorreranno per trascorrere UNA PIACEVOLE VACANZA O UN BEL WEEK-END.Qui troverete inoltre tutto il materiale relativo alla storia di Alba Fucens e del luogo in generale come libri, souvenir, prodotti artigianali, mieli, tartufi ecc.. "IN QUESTO SENSO NULLA È VERO DI QUANTO SI DICE D'AGLAURA, EPPURE SE NE TRAE UN'IMMAGINE SOLIDA E COMPATTA DI CITTÀ, MENTRE MINOR CONSISTENZA RAGGIUNGONO GLI SPARSI GIUDIZI CHE SE NE POSSONO TRARRE A VIVERCI. IL RISULTATO È QUESTO: LA CITTÀ CHE DICONO HA MOLTO DI QUEL CHE CI VUOLE PER ESISTERE, MENTRE LA CITTÀ CHE ESISTE AL SUO POSTO, ESISTE MENO." (ITALO CALVINO) RACCOGLIERE GIUDIZI O VOCI SPARSE PER CONCRETIZZARE UN PAESE CHE ESISTE DAVVERO PER TUTTI I SUOI ABITANTI, PER I SUOI VISITATORI E PER CHI NE VOGLIA PARLARE. UN PAESE CAPACE DI DARE UN'IMMAGINE SOLIDA E POSITIVA DI SE STESSO ATTRAVERSO I RACCONTI DEI SUOI STESSI ABITANTI E IN PARTICOLAR MODO DEI GIOVANI. E' NATA CON QUESTO OBIETTIVO LA NUOVA COOPERATIVA "ALBA FUCENS", DALL'INIZIATIVA DI UN GRUPPO DI GIOVANI, CHE, LEGATI AL PROPRIO CONTESTO TERRITORIALE E STORICO CULTURALE, SI SONO POSTI L'OBBIETTIVO DI RECUPERARE E VALORIZZARE IL RICCO PATRIMONIO AMBIENTALE E ARCHEOLOGICO LOCALE, ATTRAVERSO UN PROCESSO CHE RENDE PROTAGONISTI GLI STESSI ABITANTI DEL PAESE. UN PATRIMONIO, QUELLO DI ALBA FUCENS E DEI DINTORNI, DI PER SE CAPACE DI ESSERE PORTATORE DI UNO SVILUPPO CONCRETO E SOSTENIBILE A TUTTI I LIVELLI, NECESSITANTE SOLO DI FAR PARTE DI UN SISTEMA DI GESTIONE IN GRADO DI SCAMBIARE E DI INTERAGIRE CON DIVERSE FORZE, SIA ESTERNE CHE INTERNE, ATTRAVERSO AZIONI PLURIDISCIPLINARI LEGATE ALLE PECULIARITÀ LOCALI.ED È PROPRIO IN QUEST'OTTICA CHE LA NEONATA COOPERATIVA INTENDE LAVORARE E STÀ LAVORANDO, COSTRUENDO DEI PERCORSI DI SVILUPPO TURISTICO, SOCIO-ECONOMICI E CULTURALI, CON LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DELLA POPOLAZIONE LOCALE, POICHÈ RITIENE CHE LA VOLORIZZAZIONE DI UN LUOGO PARTE SOPRATTUTTO DALLA VALORIZZAZIONE DELLA RISORSA UMANA CHE RENDE UNICA OGNI PICCOLA REALTÀ LOCALE. TALE OBIETTIVO VIENE PORTATO AVANTI D'INTESA CON I SOGGETTI ISTITUZIONALI, ECONOMICI E SOCIALI PRESENTI SUL TERRITORIO, AL FINE DI ARRIVARE AD UNA PROGRAMMAZIONE COMUNE CAPACE DI METTERE A SISTEMA LE RISORSE UMANE PRESENTI, ANCHE SE AL MOMENTO SOLO IN POTENZA, ED OPERANTI LOCALMENTE. IN TAL SENSO LA COOPERATIVA STÀ LAVORANDO PER COSTRUIRE UN CALENDARIO ANNUALE DI ATTIVITÀ, IN COLLABORAZIONE CON LE DIVERSE FORZE ISTITUZIONALI, IN GRADO DI RICOSTRUIRE UN VOLTO NUOVO A TALI LUOGHI, CARATTERIZZATO SÌ DALLE TRADIZIONI E DALLE RICCHEZZE AMBIENTALI, MA ANCHE IN GRADO DI CAPTARE QUELLE CHE SONO LE POTENZIALITÀ DEI GIOVANI E DI POSSIBILI NUOVE IDEE PER LA CREAZIONE DI UN FUTURO FONDATO SULLE TRADIZIONI E SULLE PECULIARITÀ LOCALI, MA CAPACE ANCHE DI APRIRSI ALL' EUROPA E ALLE NUOVE FORME DI SVILUPPO. LA COOPERATIVA COME DESCRITTO NEL SUO STATUTO, OPERERÀ IN DIVERSI SETTORI E ATTRAVERSO DIVERSE AZIONI: 1. RECUPERO E MANUTENZIONE ORDINARIA; 2. INTERVENTO DI RECUPERO STRAORDINARI; 3. PROMOZIONI DI EVENTI, MANIFESTAZIONI, MOSTRE E PERCORSI TURISTICI-CULTURALI-FORMATIVI; 4. PROMOZIONE, ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI "LABORATORI" CULTURALI, ARTISTICI, EDUCATIVI ED ARTIGIANALI D'INTESA CON IL SISTEMA SCOLASTICO ED UNIVERSITARIO. 5. PROMOZIONE, ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI MUSEI, MEDIATECHE, PERCORSI MULTIMEDIALI ED EVENTI SUL WORLDWIDEWEB; 6. RISCOPERTA E VALORIZZAZIONE DI TRADIZIONI RELIGIOSE, ARTIGIANE, CULINARIE E PIÙ IN GENERALE DEL VISSUTO LOCALE. IL GRUPPO DEI SOCI FONDATORI DELLA COOPERATIVA RAPPRESENTERÀ UN FULCRO POLIEDRICO DI RIFERIMENTO SIA PER GLI ABITANTI CHE PER L'AMMINISTRAZIONE, CAPACE DI ESPRIMERE DIFFERENTI PROFESSIONALITÀ ED ATTITUDINI, CHE PERMETTERÀ LA REALIZZAZIONE DELLE DIFFERENTI INIZIATIVE, CHE NEL CORSO DELL'ANNO TROVERANNO IN TALI LUOGHI LA LORO CONCRETIZZAZIONE. PER AZIONI SPECIFICHE LA COOPERATIVA SI AVVALE DI FIGURE PROFESSIONALI, SPECIALIZZATE, CHE DANNO LA CONSULENZA NECESSARIA ALLA COOPERATIVA NEL SUO OPERARE. L'OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE NON RAPPRESENTA SOLO UN IDEALE PER LA COOPERATIVA , QUANTO UN IMPEGNO SERIO E RESPONSABILE PER L'INTERA COLLETTIVITÀ AL FINE DI PROMUOVERE UNO SVILUPPO ECONOMICO ED OCCUPAZIONALE DELLA REALTÀ LOCALE. NEL MEDIO TERMINE CI SI PREFIGGE DI CREARE, IN ALBA FUCENS, UN LUOGO CAPACE DI STIMOLARE NUOVE IDEE E PRODURRE UN INDOTTO OCCUPAZIONALE IN CAMPI NUOVI E GIOVANI, INTERAGENDO TRA AMBIENTE CULTURA, COMUNICAZIONE E SOCIALE. UNA CITTADELLA LUOGO DI CONFRONTO E DI SCOPERTA, DOVE LE IDEE POSSONO ESSERE VERIFICATE E CONCRETIZZATE, UN LUOGO GIOVANE NON SOLO PER I GIOVANI. la decadenza di alba come colonia latina coincide con la decadenza dell'impero romano.tra le varie cause ci furono naturalmente le invasioni barbariche , il collasso dell'amministrazione romana e la provincializzazione dell'esercito ma anche la mancanza di manutenzione, con conseguente riallagamento delle terre emerse dalla bonifica del fucino da parte di claudio , nonche' l'impossibilita' di ricostruire gli edifici crollati a causa dei sismi. inizia cosi' il periodo degli spostamenti della gente del paese verso posti piu' nascosti e lontani dalla viabilita' principale, che aveva determinato la grandezza di roma e che ora invece favoriva i barbari a raggiungere i grandi centri strategici come alba. questo momento defini', insieme al calo demografico del vi sec. d.c., l'abbandono della zona centrale di alba, che si fa completo nel xi sec. con l'arrivo dei saraceni, ed il costruirsi del borgo medievale sull'altura principale del colle s. nicola, dove venne costruito il castello. con l'arrivo dei longobardi questa zona venne annessa al gastaldato di spoleto (a tagliacozzo in un palazzo sono ancora visibile gli stemmi). fu con ludovico ii che passo' a contea, sotto i conti dei marsi con berardo i, detto il francisco. nel 1173 diviene conte di albe rugerio.successivamente il borgo venne distrutto da carlo d'angio' durante la battaglia contro corradino di svevia che si svolse nei piani palentini , cioe' sulle pendici ad ovest della collina . dopo questo evento alba comincio' effettivamente a perdere importanza come centro della marsica e i suoi territori vengono contesi tra le grandi famiglie dei colonna e degli orsini.infatti, dalla contessa di gravina , giovanna durazzo , che era in possesso della contea (1372) , passo agli orsini che fecero ricostruire molti dei ruderi danneggiati. successivamente la contea fu consegnata dalla regina giovanna ii al fratello del papa martino v, lorenzo colonna (1428). otto anni dopo i territori passarono a giacomo caldora, per tornare ulteriormente ai colonna ai quali, pero', si sostituirono nuovamente gli orsini con giovanni antonio nel 1441. durante quest'epoca gli orsini spostarono i centri d'interesse della marsica da albe a tagliacozzo e celano, arrichendo quest'ultimi sia economicamente che culturalmente, trascurando sempre di piu' alba, la quale soffocata da queste due nuove realta' non partecipera' mai a quel risorgere che ha interessato diversi centri nel rinascimento. con l'istaurarsi del regno borbonico, vengono a spostarsi gli assi mercantili di terra delle vie della lana, impoverendo non solo albe , ma tutta la fascia centrale che rimane al difuori di questo commercio, con il sorgere del fenomeno del brigantaggio che rimane fino all'inizio dei primi decenni del xx sec.. la fine del borgo medievale fu determinata dal terremoto del 1915, che sorprese nella mattina del 13 gemnnaio gli abitanti facendo molte vittime e riducendo il paese a un ammasso di macerie. oggi il borgo e' ancora un cumolo di ruderi, anche se alcuni edifici come la chiesa di s. nicola ed il castello degli orsini si distinguono particolarmente bene , tuttavia , ultimamente, una piccola parte di esso e' stata restaurata. dopo la catastrofe dell 1915 furono erette nella zona aia di s. maria(sotto le pendici del colle s.pietro), delle baracche di legno per i terremotati. dopo pochi anni il genio civile costruì, con i contributi statali, delle dimore stabili asismiche all'interno della cinta muraria romana, formando una sorta di ferro di cavallo intorno al "piano di civita". essendo rimasto l'abitato sprovvisto di edifici pubblici, vennero fatti dei progetti per la nuova chiesa parrocchiale. il primo risalente al 1921, dall' ing. bultrini, il quale prevedeva un edificio provvisto di tre navate anzichè una, e senza il riutilizzo degli elementi recuperati dalle macerie del terremoto, tra cui il rosone e venne quindi bocciato. in seguito, 1935, venne presentato un nuovo progetto, firmato dal geometra colabianchi ed dall'ing amorosi, che seguendo le indicazione della soprintendenza e le nuove norme costruttive antisismiche, realizzarono la chiesa in una navata unica, prospetto frontale simile a quella distrutta(romanico aquilano), con inserito il rosone ed il portale originario della vecchia chiesa di s. nicola. durante la seconda guerra mondiale alba si rivelò, come del resto in tutta la sua storia, un punto strategico. nel 1943 il maresciallo kesserling pone il comando a massa d'albe (l'attuale comune di alba), per dirigere la resistenza di cassino e la battaglia di anzio. la sede del comando era posta proprio di rimpetto la collina di alba fucens ,dove sulla terrazza nord (non a caso, viste le sue funzioni militari in epoche passate) fu appostata la contraerea . finita la guerra, con la vittoria degli alleati, venne abrogata la legge , conferita da mussolini, che impediva l'emigrazione ed il paese cominciò a spopolarsi. nel 1949, una missione archeologica belga cominciò una campagna di scavo portata avanti per circa vent'anni. furono riportate alla luce, il piano di civita, dove erano concentrati gli edifici pubblici della città romana e l'anfiteatro. questa che doveva essere una ricchezza per la gente del posto, si rivelò una delusione. finirono i fondi per portare avanti gli scavi, e i vincoli archeologici e montani impedirono di costruire. di conseguenza le nueve famiglie che si formavano, preferirono andare ad abitare nei paesi vicini o a costruire nella zona più bassa chiamata arci. il 1957 vide il restauro della chiesa romanica di s. pietro. i lavori eseguiti dalla soprintendenza furono diretti dall'ing. de logu. oggi albe, riemergendo dalle nebbie del passato, graziosa ed invitante accoglie circa 40.000 visitatori l'anno, lasciando ad ognuno un'emozione indimenticabile. le tradizioni albensi sono moltissime e per la maggior parte legate all' aspetto religioso. la più famosa è "la festa delle reliquie": questa si divide in grandi e piccole reliquie. piccole reliquie il giorno delle piccole reliquie si festeggia a s. stefano (26 dicembre). durante la giornata si estraggono i nomi dei festaroli che porteranno avanti la festa delle grandi reliquie il giorno di pasquetta. questo avviene dopo il rito della s. messa, che è propiziatorio alla scelta casuale delle persone, nonchè alla buona riuscita della futura festa. la giornata viene prolungata con una mostra di presepi realizzati dai bambini e la premiazione dei medesimi. segue nella serata la sagra della "zuppa di castagne e funghi porcini". grandi reliquie il giorno di "lunedì in albis", si svolge la festa delle reliquie, detta delle grandi reliquie. la festa si apre con i tradizionali spari, la deposizione della corona ai caduti, e la s. messa. si inizia da una processione con tutti i santi, venerati nel posto, in spalla che partendo dalla chiesa parrocchiale di s. nicola, attraversando una antica strada romana, arriva alla chiesa di s. pietro dove viene celebrata la funzione. dopo l'omelia, viene fatta la benedizione delle reliquie. queste reliquie furono donate alla città di alba dalla regina giovanna prima di napoli, la quale trovandosi di passaggio in questo posto, rimase talmente affascinata che penso' di lasciare un suo ricordo, donando appunto le reliquie ed altri oggetti di valore. l'elenco ritrovato comprendeva 61 pezzi tra cui vi era: un trittico bizantino in argento raffigurante gesu' in braccio alla madonna, la cui aureola era adornata da pietre preziose; una croce argentea ,detta dei quattro evangelisti; un altro trittico della madonna con i santi intorno, in avorio, racchiuso in una pergamena; una cassettina quadrata scolpita in legno , raffigurante sirene, aquile e centauri; un pezzo della ss. croce ; un dito di s. sebastiano; alcune pietre che lapidarono s. stefano; un cerchio d'oro detto di s. luigi ix; alcune reliquie su piastre d'oro; un dipinto della madonna,assai miracoloso e molte altre reliquie. dopo il terremoto del 1915 i reliquiari piu' preziosi sono stati portati a palazzo venezia in roma ed oggi alcuni di essi si trovano nel castello di celano.nonostante cio' ad alba rimangono ancora una trentina di reliquie "minori". dopo l'abbuffata del pranzo la festa continua.nel pomeriggio vengono svolti giochi popolari in piazza, musiche e danze. chiudono la festa, i fuochi pirotecnici. l'epifania il sei gennaio, viene festeggiata l'epifania . la festa, naturalmente, e dedicata quasi esclusivamente ai bambini, i quali passeranno un pomeriggio dedicato ai giochi natalizi come la tombola, il settemmezzo, ecc... ma non dimentichiamoci del gioco proposto dalla befana in persona. s. antonio abate il 17 gennaio viene festeggiato uno dei santi più popolari del luogo: s. antonio abate. albe nel suo enorme patrimonio artistico ha conservato una antica statuetta in legno, di inestimabile valore, che apparteneva alla chiesetta di s. antonio, distrutta dal terremoto del 1915. questa statua da secoli, ogni anno, viene assegnata ad una delle famiglie del luogo.questo evento avviene appunto nel giorno di s.antonio ed il festarolo, la persona cioè che riceve la statua, offrirà libagioni, in onore del santo, a tutto il paese. la festa delle zitelle e' abbinata ai festaggiamenti della madonna addolorata che ricorrono il 10 ottobre. ancora una volta la festa e' legata ad un pezzo d'arte di inestimabile valore, il quadro della madonna addolorata. e' detta la festa delle zitelle perchè il quadro può essere ospitato soltanto da persone non sposate. il quadro viene portato in processione fino alla chiesa, dove la vecchia festarola (che ha l'obbligo di organizzare un pranzo per dare l'ultimo saluto alla madonna,invitando naturalmente anche la nuova festarola)lo consegnerà alla nuova prescelta , la quale si porterà il quadro a casa.tutta la gente che si recherà alla casa ospitante il quadro dovrà cantare con la festeggiata le litanie in onore della madonna.dopo aver onorato degnamente la santa vergine ci sarà un rinfresco offerto dalla padrona di casa. la panetta di s. nicola il sei dicembre viene festeggiato il patrono del paese. la distribuzione del pane da parte del sacerdote agli abitanti risale ai tempi medievali, quando c'era l'abbazia di s. nicola, che raccoglieva le offerte e le donazioni dei credenti. l'abate ringraziava i fedeli donando il pane benedetto il giorno del santo, dopo la s. messa.feste laiche durante l'estate alba, come tutti i piccoli borghi abruzzesi, si ripopola e si riempie di turisti. per loro e per chiunque voglia divertirsi e svagarsi un po' ,enti locali e la suddetta cooperativa organizzano: giornate sportive,spettacoli culturali nell'anfiteatro,spettacoli locali in piazza, sagre e manifestazioni varie. clicca per avere notizie del calendario di quest'anno tradizioni e arte tradizioni e arte alba fucense o albe perchè visite guidate in tutto l'abruzzo.collaborare con l'archeologia in campo dello scavo archeologico.

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